Box Mod: il cuore pulsante della sigaretta elettronica!

Per alimentare l’atomizzatore è necessaria una Box Mod (corpo batteria).  I modelli in commercio sono veramente tanti e si dividono in 2 grandi gruppi: Box Mod ElettronicheBox Mod Meccaniche. Le prime sono dotate di uno o più circuiti elettronici che permettono di impostare parametri e sfruttare varie funzioni per trovare il giusto feeling con l’atomizzatore. Le Box Meccaniche non presentano alcun tipo di controllo elettronico e funzionano semplicemente on/off. In mezzo ci sono poi una serie di sfumature come Box Mod Meccaniche con Protezione o Box Mod Elettroniche che emulano il funzionamento delle meccaniche. Se le Box Mod Elettroniche vengono classificate in base alla potenza erogata (espressa in Watt e in Volt) e alla durata della batteria (espressa in milliampere ora – mAh), diverso è il discorso per le meccaniche: queste, non avendo alcun tipo di circuito elettronico al loro interno, devono essere gestite con perizia e infatti sono consigliate a chi non è alle prime armi e conosce la Legge di Ohm.

Box Mod con batteria integrata

Le Box Mod con batteria integrata, come dice la parola stessa, hanno la batteria sigillata all’interno. La maggior parte permettono di controllarne la potenza, solitamente a step di 0.1 Watt, con una capacità complessiva che è andata via via salire e ora si trovano anche con 200 Watt di potenza. Sono tutte dotate di connettore 510 adatto all’installazione della quasi totalità degli atomizzatori in commercio.

Con esclusione di quelle particolarmente ridotte nelle dimensioni, hanno solitamente un buon livello di mAh che garantisce una durata superiore ad un giorno anche per lo svapatore medio/intensivo. Quelle di ultima generazione sono dotate, fra l’altro, anche di controllo della temperatura e diverse altre funzioni come, ad esempio, l’orologio e il contapassi. Le Box Mod più piccole e tascabili permettono di regolare solo la potenza e sono decisamente pratiche. Solitamente, per ricaricarle si utilizza un trasformatore con cavo Micro USB, lo stesso utilizzato per lo smartphone. Le Box Mod con Batteria Integrata sono fra le più gettonate soprattutto da chi si avvicina al mondo dello svapo grazie alla loro semplicità d’uso.

Box Mod con batteria intercambiabile

Le Box Mod con Batterie Intercambiabili si presentano decisamente più grandi di quelle con batteria integrata, hanno il medesimo connettore 510 per installare la maggioranza degli atomizzatori in commercio. Generalmente erogano potenze superiori e oltre ad essere configurabili con molti parametri utili sono, nel complesso, più performanti.

Con le dimensioni degli atomizzatori che sono andati in crescendo sono aumentati anche i Watt necessari per farli funzionare; per questo, sebbene la maggioranza di questa tipologia di Box Mod ospita una o due batterie (solitamente 18650), sono apparsi sul mercato anche dispositivi con 3 o 4 batterie con potenze massime che variano dai 200 ai 350W. Alcune sono fornite di display touch screen mentre altre, oltre al controllo della potenza, controllano la temperatura massima di esercizio a seconda del materiale delle Coil (TC – TCR), il numero dei Puff giornalieri (con possibilità di impostare un blocco) o ancora possono emulare il funzionamento di una Box Mod Meccanica, ovvero priva di qualsiasi controllo elettronico.

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Box Mod Meccaniche

Le Box Mod Meccaniche sono una tipologia molto amata dai puristi dello svapo. Il loro funzionamento è esclusivamente on-off perché non è presente alcun circuito elettrico né tanto meno display e regolazioni. Per attivare l’atomizzatore, il vaper non fa altro che premere il pulsante di accensione mettendo in contatto, di fatto, la resistenza con la batteria. E il gioco è fatto.

La potenza di questa tipologia di Box Mod, che solitamente alloggia 1 o 2 batterie ma esistono modelli estremi da 4 batterie, è legata alla quantità di carica di quest’ultime e dalla resistenza realizzata. Visto che la maggior parte dei vapers che utilizzano questi dispositivi sono anche amanti degli atomizzatori da Drip, sono spesso realizzate in configurazione Bottom Feeder (BF), ovvero provviste di una boccetta di silicone contenente il liquido e che va ad alimentare le Coil semplicemente premendolo. Questa operazione, in gergo, viene definita “Squonk”.

Le Box Mod Meccaniche sono dedicate ad utenti esperti in quanto senza elettronica, in caso di corto circuito, si rischiano gravi conseguenze. Rispetto ad una Box Elettronica, ha un tempo di risposta molto più veloce ed è proprio per questo che mantiene uno zoccolo duro di fedeli appassionati.

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Tubi Meccanici

Un parentesi va fatta per i Tubi Meccanici. In realtà non si tratta di vere e proprie Box Mod a causa delle loro peculiarità estetiche ma il loro funzionamento è simile. Di norma il negativo della batteria viene collegato al negativo dell’atomizzatore. Spingendo il pulsante, solitamente posto nella base del Tubo, il positivo entra in contatto con il Pin dell’atomizzatore, che corrisponde al polo positivo. In questo modo si attivano le Coil e si inizia a svapare. Come avviene per le Box Meccaniche, le uniche variabili sono la quantità di carica della batteria (da 3 a 4.2 Volt) e gli Ohm che sviluppa la resistenza. Anche in questo caso, non essendoci protezioni come il cut-off (che taglia corrente in caso di superamento della soglia massima di attivazione della batteria), protezione per l’inversione dei poli e il blocco in caso di basso voltaggio, bisogna maneggiarli con attenzione. Per scegliere il giusto Tubo Meccanico bisogna prima di tutto analizzare il materiale: il rame, così come l’acciaio, sono ottimi conduttori.

Altro fattore importante è l’attacco per l’atomizzatore: ci sono tubi che dispongono dell’attacco 510 e altri su cui è presente un semplice foro filettato. In quest’ultimo caso, si raccomanda di non usare atomizzatori con pin a molla, perché causerebbero un corto circuito! Ultimo fattore importante è il pulsante, da preferire quelli che hanno una protezione contro le accensioni involontarie.

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Box Mod con circuito EVOLV DNA

Il DNA è un chip creato ad hoc dalla statunitense Evolv LLC ed equipaggia alcune delle migliori Box Mod Elettroniche in commercio. È gestito da un vero e proprio software (eScribe) che permette di analizzare e modificare moltissimi parametri e tutt’ora è in continua evoluzione. Si è partiti con il DNA 30, per poi passare al DNA 40, DNA 75 e DNA 200, quello che attualmente risulta maggiormente utilizzato. In realtà, qualche Box Mod Elettronica monta già il DNA 250. Il numero che segue la sigla non è nient’altro che la potenza massima espressa in Watt che il chip riesce a gestire. Per logica, il 40 e il 75 possono essere alimentati da una singola batteria 18650 mentre il 200 e il 250 necessitano di due o più batterie. Molti però non sanno che il meglio di questo circuito lo si ottiene con le batterie Li-Po,  che con sole 3 celle riescono ad erogare 200 Watt a 50 Ampere di scarica mentre, ad esempio, con due batterie 18650 il sistema si “limita” a 133 Watt e 30/35 Ampere.

A confronto con una Box Mod Elettronica “classica”, sceglierne una con chip DNA offre innumerevoli vantaggi: ad esempio, la potenza erogata è realmente quella indicata nel display, mentre con un circuito ordinario si possono avere valori falsati anche di 20/30 Watt. Inoltre, il tempo di risposta del pulsante power è indiscutibilmente più rapido e i migliori device di questa categoria riescono a raggiungere picchi di scarica di 50/55 Ampere, impensabile per le box ordinarie.

Inoltre, le Box Mod con Circuito DNA offrono la possibilità di gestire il software direttamente dal PC, per caricare loghi personalizzati, effettuare misurazioni e rilevamenti per lo stato di salute delle batterie, stabilire l’intensità e la durata dell’accensione, personalizzare le informazioni a display e impostare fino ad 8 profili diversi per materiale, temperatura, durata e potenza. Infine, può essere ricaricata a 2 Ampere, con un notevole risparmio di tempo.

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